Questa è la storia di un cane speciale.. Uno di quelli che passa solo una volta nella tua vita.
Tutto inizia nel 2020. In piena pandemia il mio Papà decide di fare un regalo a mia sorella.. Un bel cagnolone di quelli grandi. Papà amava gli alani e ne aveva avuto tempo addietro..
Arriva così Matilde.

A Marzo 2022 poi accade qualcosa di inaspettato.. Esisteva già il parco e avevamo preso i primi gattini, siamo già conosciuti come “volontari” amanti degli animali e sapendo che abbiamo anche un Alano veniamo contattati per una emergenza.
Ci parlano di una femmina di Alano incinta abbandonata che poi ha partorito ben 7 cuccioli.. I ragazzi sono disperati e non sanno come fare, gli diamo una mano per le adozioni e uno lo prendiamo noi stessi. E’ così che arriva Ettore.

Ovviamente non abbiamo nessuna intenzione di far fare cucciolate, e quando Ettore (che di soprannome fa “pisellino”) arriva agli 8 mesi prenotiamo la castrazione. Matilde aveva qualche problema e non ci fidavamo a sterilizzarla, un cane di quella mole potrebbe avere grosse complicazioni in anestesia e chirurgia. La castrazione del maschio è molto meno invasiva e optiamo per quella.. Il destino ha però per noi un altro piano. Ettore, inaspettatamente visto che fino a quel momento non aveva mai dato segnali di essere “attivo” ed era anche poco dotato, 10 giorni prima della castrazione mette incinta Matilde. Roba di un attimo, eravamo li, ci distraiamo 5 minuti e li troviamo assieme. PANICO!
Cosa facciamo? La sterilizziamo? E se poi muore? Alla fine con grosse difficoltà prendiamo la decisione di farla procedere: ne farà 6/7 di cuccioli (pensiamo), alla fine li daremo in adozione e al massimo ne teniamo 1 o 2.. Che vuoi che sia.
2 Maggio 2023. Alle 2 di notte inizia il travaglio. Ad un anno esatto dalla morte di Vale.. Le successiva 16h sono un panico generale, alla fine Matilde “sforna” ben 11 cuccioli!

Tra questi uno spicca particolarmene: un cucciolo di Alano completamente bianco.
Qua devo fare una postilla: mia sorella Anna, qualche settimana prima del parto, mi dice “te l’immagini se ne nasce uno Albino? Minchia ce lo manda Vale sicuro..”
E manco a farlo apposta, tra gli 11 c’è proprio lui. Il regalo di Vale, ad un anno dalla sua scomparsa, a dirci “io sono qua con voi..”

I cuccioli crescono, due su 11 purtroppo non ce la fanno (normale statisticamente), ne facciamo adottare 5 e alla fine ci rimangono 4 cuccioli oltre a Ettore e Matilde: Gaetano, Camilla, Diana e appunto Odino. Ovviamente castriamo tutti i maschi per evitare un altro “danno” del genere perchè vi garantisco che accudire 11 cuccioli di Alano non è stata per niente una passeggiata.
Gennaio 2024
A circa 7/8 mesi di età Odino inizia a manifestare la sua vera indole: quella di distruttore e combinaguai! Fino a quel momento io non mi occupavo degli Alani: non volevo affezionarmi, avevo già tanto da fare con i gatti, loro erano seguiti nella loro area recintata e se la vivevano bene tutti insieme. Odino però era un’anima libera e sopratutto aveva un’agilità pazzesca! Riusciva a saltare recinzioni di due metri di altezza.. Me lo ritrovo un giorno in giro per il parco che in quel periodo non aveva ancora neanche la recizione esterna! PANICO!!! Per un paio di mesi lo gestisco tenendolo in un box/container che avevamo per altre esigenze, di giorno lo libero mentre lavoro e lo tengo al guinzaglio insieme a me.
Finalmente completiamo la recinzione esterna e per l’estate riusciamo a costruire anche un Box a prova di Odino (con la rete più alta di 2mt). Il nostro Patatone diventa una piccola star, è il guardiano del Rifugio, l’accoglitore poco accogliente dei visitatori. Come sapete gli animali Albini spesso sono sordi o ciechi, e nel caso di Odino era la prima. Quante volte lo avrò chiamato e poi mi dicevo “ma cosa gli parli a fare?”.
Eppure lui mi capiva.. con lo sguardo, con i gesti, a volte mi sembrava quasi sapesse leggere il mio labbiale. La paura di non sapere come gestirlo lascia spazio all’amore e alla comprensione di gestire un animale con una forte disabilità. Capivo le sue paure, capivo cosa voleva fare, capivo come ragionava. Nei mesi successivi diventa mio figlio.. Il MIO primo vero cane. Chiedo agli zii se hanno voglia di fare un’opera di bene: “adottare” Odino come cane ufficiale del rifugio e prenderci tutti insieme la responsabilità di gestirlo e garantirgli il futuro migliore possibile. I nostri zii e zie social a gran voce lo accolgono e così Odino diventa il primo e ad oggi unico cane del Rifugio..
I successivi due anni sono solo giochi, amore, divertimento e qualche danno. Ogni tanto trovava qualche buco dove scappare, o distruggeva qualcosa, o mi costringeva a portarlo dal veterinario.
La volta più incredibile è quando è rimasto incastrato (nonostante fosse castrato, scusate il gioco di parole) con Matilde!
Il suo “arnese” rimase bloccato ed essendo lui particolarmente dotato rischiava di andare in necrosi.. Corsa disperata in clinica e dopo ore di ghiaccio e trattamenti riescono a rimetterlo in sesto!

Nel frattempo i suoi fratelli e la mamma risultano positivi alla Leishmania, testiamo anche lui diverse volte nel corso dei mesi ma l’esito è sempre lo stesso: “dubbio”.
Quando l’esito è così non puoi fare nulla: non puoi fare il vaccino, perchè rischi di far esplodere la malattia dormiente, non puoi fare le cure perchè lo indeboliresti e basta.
Attendiamo sapendo che è una bomba ad orologeria: prima o poi, non si sa quando, esploderà e dovremo farci i conti.
Ma nel frattempo Odino è bello, sano, giocoso, felice e per me era la cosa più bella del mondo e mi andava bene così.

Ottobre 2025
Arriva la mazzata.. Odino inizia a manifestare una dermatite. Andiamo a fare le analisi e la mia paura si concretizza: titolazione della Leishmania a palla.
Iniziamo prima la cura con il Milteforan ma nessun risultato, passiamo alle punture che per fortuna lui sopporta e lo teniamo per 3 mesi in un nostro vecchio locale al chiuso per evitare contatti con polveri e qualsiasi altro fattore esterno che sopratutto al rifugio poteva incidere. Lo recuperiamo con gran fatica, ma la domanda resta: dove lo teniamo? Lo riportiamo al rifugio?
Ora qua mi devo fermare un secondo col racconto e parlarvi a cuore aperto.. Voi mi direte “facile dirlo oggi, non hai la sfera di cristallo” ma oggi io un pò mi pento di non averlo riportato al rifugio. Pensavo di proteggerlo e tutelarlo, sapendo che gli sarebbero rimasti pochi mesi davanti glieli avrei fatti godere tutti insieme al fratello Gaetano a cui lui voleva tanto bene.. Ma ho fatto un’altra scelta, che era una scelta di amore.. Non solo mia.
La mia nonnina, su mia richiesta, ci fa un grande regalo: rinuncia ad un pezzo del suo giardino a cui tiene TANTISSIMO, dove ci sono le piante e gli alberi di mio nonno che ci ha lasciato nel 2023, e mi da il permesso di portare Odino da lei. Grazie al vostro supporto costruiamo una recinzione adatta per tenerlo in sicurezza, e tutto sommato i primi due mesi Odi se la vive abbastanza bene.. facciamo le passeggiate tutti i giorni, respira aria fresca e vive all’aperto, però si vede che gli manca qualcosa.. Arriva la notizia del terreno del rifugio, e inizio a pensare che magari nel prossimo potremo riportarcelo. Ad inizio Maggio però ritorna la dermatite..

Le analisi parlano nuovamente chiaro: Leishmania di nuovo galoppante. Tentiamo con antibiotico di fermarla per non riniziare le cure, facciamo le analisi e reni e fegato sembrano messi bene.. Decidiamo di procedere con le punture per la seconda volta in 8 mesi.. Non poco ma le analisi ci danno fiducia. Dopo i primi due giorni però il cane crolla.. Smette di mangiare, è apatico, è triste, non apprezza più la vita.. Il finale lo sapete. Odi ci lascia il 2 Giugno, non mi da il tempo di farlo addormentare e mi risparmia da questo grande peso andando via come il mio Papà, il suo cuore troppo grande non può più andare avanti e si ferma.

Questa era la storia di Odino..
Un Alano albino sordo dagli occhi di ghiaccio. Me ne sono occupato per due anni e mezzo, ma è come se fosse stato sempre nella mia vita.. Tra l’altro in lui vedevo la reincarnazione di un altro cane che avevo quando ero giovane: Batista, un San Bernardo.. Mancato anche lui di Leishmania ma all’età di 10 anni.. A lui avevo fatto una promessa: ti porterò a vivere a casa con me e ti farò fare le passeggiate prima che tu ci lasci. Presi casa in affitto una settimana dopo la sua scomparsa, non feci a tempo.. Quando mi son fatto carico di Odino vedevo il suo stesso sguardo.. Per quello me ne sono fatto carico. Dovevo mantenere la promessa fatta a Batista.. Questi due anni e mezzo per me sono stati scanditi dalle esigenze di Odino: farlo uscire, farlo passeggiare, dargli da mangiare, curarlo, portarlo in clinica, fargli le terapie etc etc.. Non avete un’idea di quanto sia stato impegnativo organizzare le giornate quasi sempre in base alle sue esigenze dovendo poi occuparmi di altri 60 animali, del mio lavoro, di casa, di tutti i casi di cui ci siamo fatti carico in questi anni.. Ma l’ho fatto in leggerezza. Quando arrivavo da lui pur non sentendo lo capiva, sentiva le vibrazioni e appena aprivo la porta dei suoi vari box nel tempo lui la prima cosa che faceva era abbracciarmi.. Quante unghiate in faccia mi ha dato! Quante magliette mi ha strappato! Le terrò tutte come ricordo.. E poi quando gli facevo fare le passeggiate.. Lui era un fifone in realtà, un bestione di 60kg esternamente ma un bimbo impaurito dentro. Quando passava qualcun’altro si metteva in piedi, mi abbracciava per farsi difendere e solo dopo abbaiava minaccioso agli altri! Della serie “io faccio il mio, ma se ci attaccano mi difendi tu umano!”
Che patatone coglionazzo… Il mio patatone coglionazzo…
Io oggi posso solo ringraziare dell’amore che mi ha dato e che gli ho potuto dare: non ho rimpianti, me lo sono goduto e vissuto il più possibile, se potessi cambiare solo una cosa ve l’ho già scritto sarebbe potergli far vivere gli ultimi mesi al Rifugio.. Sarebbe stato più giusto.. Spero tu lo sappia amore mio, ovunque tu sia lassù.. Volevo solo proteggerti.
Grazie Odi.. Non ti dimenticheremo mai.
Il tuo Papà, la tua mamma e tutti gli Zii e Zie del Rifugio Valentina.

