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La Storia del Rifugio Valentina

Quante volte nella vita vi è capitato di dire “mollo tutto e vado a vivere in campagna con gli animali e con un piccolo orticello”? E quanti di noi effettivamente fanno questa scelta? La vita moderna non permette facilmente di fare una scelta così netta di cambio di vita. Serve una “scossa” profonda per avere…

Quante volte nella vita vi è capitato di dire “mollo tutto e vado a vivere in campagna con gli animali e con un piccolo orticello”?

E quanti di noi effettivamente fanno questa scelta?

La vita moderna non permette facilmente di fare una scelta così netta di cambio di vita. Serve una “scossa” profonda per avere il coraggio di lasciare tutto, le comodità della “vita moderna”, gli aperitivi, le cene, le vacanze. E quale scossa più profonda di una Pandemia globale potrebbe esserci?

Marzo 2020

10 Marzo 2020. Giorno del compleanno di mio padre. Il giorno che l’Italia viene messa in lockdown. Quell’anno noi, come immagino tutti, rimaniamo spaesati e attendiamo fermi e silenziosi, chiusi in casa, che passi la tempesta e torni il sereno. Quanto vuoi che durerà? Qualche mese al massimo dai.. Venivamo dalla chiusura di una attività, stavamo lavorando in famiglia per aprirne una nuova e nel frattempo l’unica attività lavorativa, l’associazione Sportiva, veniva ovviamente fermata per il Covid.

Ottobre 2020

Sembra di rivedere la luce. Lo stato permette alle associazioni sportive di riniziare le attività al chiuso a patto che vengano eseguiti lavori e iniziative per contenere i contatti tra le persone. Spendiamo forze economiche e fisiche per adeguare la struttura che in quel momento ospitava la palestra, ma dopo neanche due mesi di lavoro si rivà in lockdown.

Gennaio 2021

Presi dallo sconforto iniziamo a chiederci cosa fare del futuro.. Si potrà tornare a fare sport al chiuso? Quanto durerà davvero questa pandemia? Sarà il caso di cambiare settore? In questo marasma di domande mio padre e mia sorellina Anna decidono una cosa un pò pazza: il fine settimana andavano nel vecchio terreno di mio nonno, una vigna abbandonata da 30 anni, completamente vuoto e abbandonato a se stesso dove cresceva solo verde incontrollato. A forza di pulire e potare le piante inizia ad intravedersi un bellissimo “giardino”.. ed è li che l’idea folle arriva alla mente: e se facessimo un PARCO SPORTIVO all’aperto??

Maggio 2021

Iniziano i lavori del Parco Sportivo. Io, mia sorella Anna, mio padre, mia madre e un paio di altre persone (più diversi macchinari pesanti) iniziamo a trasformare un terreno disconnesso in una piccola Oasi.

Alla fine del mese iniziano i primi lavori. Nasce ufficialmente il “Parco Sportivo La Fenice”

Abbiamo scelto questo nome perchè proprio come La Fenice dovevamo risorgere dalle ceneri di una Pandemia.. E il primo anno è spettacolare! Nessuno aveva mai fatto qualcosa del genere, una palestra full-optional all’aperto in mezzo alla natura.. ma mancava qualcosa..

Agosto 2021

Che parco sarebbe senza animali? E così inizia tutto.. arrivano 5 cuccioli: Lavanda, Mentina, Canapa, Elicriso e Rosmarina. In seguito si aggiunge Nino, poi arriva Mortadella (da sola) e Sole (anche lui arrivato “ad odore”). Successivamente a Gennaio 2022 arrivano anche Peter e Bella più i nostri Mimì e Cocò (le galline) e due conigliette. Il Parco Sportivo si inizia a trasformare in un Parco a 360°..

Maggio 2022

Il mese che ha cambiato tutto. Alla mezzanote tra il 1° e il 2 Maggio mia sorella Valentina, dopo 6 anni di lotta contro un tumore al Seno, ci lascia.. 6 anni di pianti, lotte, combattimenti, ansie, preoccupazioni.. Chi ha vissuto su un proprio caro una malattia così sa cosa vuol dire. Arrivi ad un punto in cui sai che è egoistico volerla tenere con te, che la cosa migliore è lasciarla andare serenamente. Il giorno del funerale ero io a sostenere le persone che venivano in lacrime, centinaia di persone.. amici, colleghi, famiglia.. Sapevo che Vale aveva lottato in quei 6 anni con tanta dignità e forza, senza mai farsi vedere a terra, elargendo sorrisi e forza ai suoi cari. E io volevo ereditare spiritualmente quella forza.
Solo una cosa non mi andava giù: prima di tornare in Sardegna (Vale viveva al nord) ci fù una chiamata da parte sua a me, mio padre e mia sorella Anna che eravamo tutti a cena programmando i lavori del parco.. In quella chiamata per la prima volta Vale crollò davanti a tutt’e tre. Piangendo ci disse che voleva stare con la sua famiglia.. Che era stanca e non ce la faceva più a farsi forza. E che avrebbe voluto passare l’estate al Parco con noi, costruendo qualcosa da lasciarci quando non ci sarebbe stata più..

Non c’è stato il tempo perchè lei esaudisse quel suo ultimo desiderio. Ed è li che ho iniziato a dirmi “devo fare qualcosa io in sua memoria..”

Settembre 2022

Passa l’estate tutto sommato in maniera serena, ma con un dolore dentro che ormai mi aveva lancinato.. Questa perdita mi spinge ad allontanarmi da tutte le cose negative della vita, in primis le persone. Divento ancora più diffidente e in quei mesi di dolore c’è solo una cosa che mi fa stare bene: prendermi cura degli animali.

Nel frattempo però avevamo avuto già le prime tragedie: Rosmarina e Canapa scomparse e mai ritrovate, Elicriso investito e trovato senza vita, Lavanda investita e rimasta con 3 zampe, subiamo una epidemia di Parvovirosi che uccide 5 gatti su 11 (tutti piccoli) e decine di eventi più piccoli ma che iniziavano a non farmi dormire la notte.

Le forze economiche sono scarse, Papà manda praticamente avanti tutta la famiglia da solo, io avevo un piccolo lavoretto da poche centinaia di euro al mese e facevamo già fatica a dare da mangiare a tutti gli animali, figurarsi spendere centinaia di euro tra veterinari e cliniche..

Per salvare Lavanda lancio una raccolta fondi: in pochi giorni riusciamo a recuperare quanto necessario e iniziamo ad avere un pò di visualizzazioni sui social ed essere riconosciuti come “volontari” o comunque amanti degli animali, di quelli che non si girano dall’altra parte se c’è bisogno di aiuto. Inizia a balenarmi in testa l’idea del Rifugio Valentina..

Ottobre 2022

Stanco di vederli investiti, spariti, malati e conscio che con i social si potesse effettivamente realizzare qualcosa, nasce “ufficiosamente” il Rifugio Valentina. Riusciamo a comprare un piccolo box su Amazon (un pollaio di 18mq) dove mettiamo in sicurezza durante la notte i 12 mici che in quel momento avevamo. Di giorno quando vado ad occuparmi di loro li liberavo, facevano le loro scorrazzate, e poi quando era il momento della pappa rientravano tutti di corsa!

Da quel momento in poi, il numero di gatti investiti del Rifugio è stato ZERO. Numero che continua ad essere zero ancora a tutt’oggi.

Screenshot

Dicembre 2022

Riconosciuti ormai come “volontari” che si possono occupare dei gatti, a Natale del 2022 ci arriva un messaggio di aiuto.
Una gattina di un paese vicino sdraiata a terra nel marciapiede, paralizzata. La ragazza che ce lo segnala, Claudia, si mette a disposizione per occuparsene e le diamo tutte le indicazioni del caso: la porta nell’unica clinica h24 della zona (a Cagliari) e ci rendiamo disponibili a sostenere le spese: si scopre in clinica che la gatta, chiamata “Fortunella”, aveva un pallino di piombo nella colonna vertebrale.. le avevano sparato.

Riusciamo a raccogliere 2000€, la metà per le spese cliniche e la restante parte la doniamo all’associazione “Disabilandia” di Milano che con grande cuore decide di farsi carico di Fortunella, avendo loro esperienza di gatti con questo tipo di problematiche. Successivamente Fortunella viene anche adottata da una splendida persona e ancora oggi vive una vita felice insieme a lei!

Quella è stata la prima vera volta che siamo entrati nel mondo del volontariato collaborando con altre realtà.. Inizio a scoprire un mondo molto più complesso di quanto mai io potessi immaginare.

Anno 2023

Il primo vero anno di attività del Rifugio: iniziamo a studiare i box più seri per i mici. Ad ottobre viene completata la costruzione del primo box di 80mq, quell’anno abbiamo anche la splendida ma impegnativa esperienza della cucciolata degli alani (11!!!) e di diverse cucciolate di gatti sia interne che esterne.. Riusciamo finalmente ad arrivare alla sterilizzazione di quasi tutti i gatti e una volta chiusi dentro al box dopo 2 anni di preoccupazioni finalmente i nostri mici sono al sicuro in un ambiente adatto, spazioso e organizzato!

Gennaio 2024

A Gennaio 2024 arriva il nostro miracolo.. Colei che ci ha fatto conoscere a mezza Italia e non solo.. Il 2 Gennaio recuperiamo da Portoscuso, una cittadina vicino a Carbonia, una piccola gattina bianca e nera che è rimasta chiusa in un giardino privato.. Decidiamo di chiamarla “Pimpi” visto che i nostri gatti avevano molti nomi di piante (Pimpi deriva da “pimpinella” una pianta erbacea).

Pimpi trova famiglia due settimane dopo, la adotta quella che poi diventerà per tutti noi Mamma Erika..

Dopo altre due settimane però succede qualcosa di imprevisto: Pimpi inizia a non reggersi sulle zampe posteriori. All’inizio sembra zoppicare, poi si trasforma in una vera e propria paralisi. Andiamo in due cliniche diverse, prima quella standard e poi su loro suggerimento alla clinica Neurologica La Fenice.. Arriviamo li con già un dubbio, che si trasforma in realtà: Pimpi ha la FIP.

Oggi la FIP è conosciuta e finalmente sono stati autorizzati gli unici farmaci per trattarla, ma all’epoca (anche se parliamo di soli 2 anni fa) la FIP era una condanna a morte certa. Per fortuna in clinica troviamo Dottoresse capaci, aperte e che ci indirizzano verso un gruppo di volontarie che ci daranno una mano ad affrontare la terapia.

Procuriamo il farmaco GS (unico farmaco contro la FIP) e spendiamo tra visite, risonanza magnetica, prelievi del liquor etc.. 1200€ circa. Il farmaco inoltre costava sui 70/80€ a boccetta con cui per il peso di Pimpi si riuscivano a fare 6/7 iniezioni. La terapia doveva durare 84 giorni di punture.

Dopo una prima settimana molto positiva, dove Pimpi rinizia anche a camminare, arriva un peggioramento drastico: Pimpi sembra apatica, non mangia, dimagrisce rapidamente. Torniamo alla clinica neurologica e stavolta Pimpi va purtroppo ricoverata.

Inizia un percorso di 20 giorni dove ogni notte Erika, a volte accompagnata da me, va tutte le sere dopo le 20:00 in clinica per andare a trovare Pimpi, darle forza e supporto e farle la puntura. Lo avrebbero potuto fare i medici, ma Erika voleva passare ogni istante insieme a Pimpi e farle sentire che non era sola.. Certe sere tornavamo piangendo pensando che la mattina dopo non ci sarebbe stata più.

Una sera in particolare la vediamo malissimo e le dottoresse ci chiedono se chiamarci di notte in caso fosse stato necessario addormentarla.. Diciamo ovviamente di si, e torniamo a casa in macchina in silenzio assoluto e lacrime per 1h.

La mattina dopo ci chiamano dalla clinica: Pimpi aveva avuto un arresto cardiaco. Ma loro, le dottoresse, ne volevano sapere meno di noi di arrendersi.. La tengono in vita con i macchinari e adrenalina, abbassano gradualmente nei giorni successivi il dosaggio e miracolosamente il cuore di Pimpi regge!

Ma continuava a non mangiare.. Dopo 20 giorni di ricovero in clinica decidono l’estremo tentativo: una trecheostomia per alimentarla tramite cannula. La mattina dell’intervento la sua dottoressa n°1, Elsa che non smetteremo mai di ringraziare, prima di procedere fa un ultimo tentativo.. Prende una manciata di crocchette e le fa cadere a pioggia nella ciotola. Accade il miracolo.. PIMPI MANGIA!

La rimandano a casa con tutti i dubbi del caso, con mille incognite su come sarebbe andata.. Pimpi arriva a casa con un peso di 750gr. Praticamente nulla.. Proseguono le punture con sempre più difficoltà, immaginate dover pungere quotidianamente un essere pelle e ossa di 750gr.. Erika fa un lavoro ABISSALE. Ci mette una forza d’animo fuori dal comune. Le cure continuano non per 84 giorni totali, ma arriviamo a quasi 130 giorni di cure.. Finalmente, dopo 4 mesi e più di lotte, arrivano le analisi che aspettavamo: Pimpi è guarita!
In quei 5 mesi, dal suo arrivo a tutto il processo delle sue cure, Pimpi diventa una star del web.. La sua storia colpisce decine di migliaia di persone, i suoi video fanno milioni di visualizzazioni e noi diventiamo un’associazione riconosciuta a livello nazionale.

Oggi non potremmo fare tutto quello che facciamo se non fosse stato per lei…

Pimpi vivrà due anni meravigliosi insieme alla sua mamma, diventando la gatta più ben voluta del rifugio..

Ad inizio di quest’anno il destino beffardo ce la porta via insiema al suo fratellone Giulio.. chi ci segue sa tutto, ma oggi ci vogliamo limitare a parlare del bello di questa storia: una sola gattina di 750gr ha fatto nascere un Rifugio che oggi può occuparsi di decine di gatti.

Grazie sua Pimpinezza.. Sarai per sempre la nostra regina e rimarrai per sempre nel nostro cuore.

Febbraio 2024

Il 28 Gennaio finalmente nasce UFFICIALMENTE l’associazione Ente del Terzo Settore “Rifugio Valentina”

Ci iscriviamo al RUNTS, Registro Unico Nazionale Enti del Terzo Settore, apriamo il conto bancario dell’associazione e iniziamo a proporci come ente e non come volontari privati.

Il resto è storia..

Il resto più o meno lo conoscete: decine di gatti salvati, sterilizzati, accolti, adottati.. Diventiamo un punto di riferimento per i volontari di zona. Iniziamo ad organizzare eventi di sensibilizzazione e tramite i Social cresciamo a grandi ritmi implementando strumenti come il Teaming e PayPal, costruendo il nostro primo sito, ampliando i box esistenti e costruendone nuovi, recintiamo tutto il terreno e diventiamo il primo vero Rifugio per Gatti del Sulcis Iglesiente!

Tutto questo è successo grazie a voi.

A voi che ci seguite e supportate,

Noi siamo le braccia, ma il motore siete voi.

Grazie di cuore, da parte di tutti i pelosetti che sono passati tra le nostre mani..

Il presidente dell’Associazione

Andrea Cossu

2 risposte a “La Storia del Rifugio Valentina”

  1. Avatar Laura
    Laura

    Fammi piangere quando puoi 🥺

    Figlio mio 💖

    Vale ci ha sempre supportato e continuerà a farlo insieme al vostro Papà 🦋🦋

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  2. Avatar Chiara
    Chiara

    io vi ho conosciuti tramite i social, grazie proprio a pimpi che mi ricordava moltissimo la mia gattina che avevo perso da poco.. da allora vi ho seguito e sostenuto.. e mi sono ripromessa che prima o poi verrò a Carbonia al rifugio Valentina… Non solo x gli animaletti ma anche x conoscere di persone stupende che hanno creato tutto questo… Grazie Andrea per questo bellissimo splendido sito grazie per la fotogallery dei mici del rifugio e la loro breve storia di come li hai acconti… Ma grazie di cuore di aver creato il blog e di aver raccontato come sei arrivato ad oggi.. hai avuto una bellissima idea grazie di 💓💓💓

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